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prato, 2001
italiano
formato cm 23,5 x 28,5
128 pagine
99 illustrazioni a colori, 6 b/n - 4 grafici
coperta brossura con bandelle

prezzo: Euro 19,00

 
Arte
GIOVANNI DA MILANO. IL POLITTICO DI PRATO

Collana Arte & Restauri

A cura di Marco Ciatti e Maria Pia Mannini

Presentazione Cristina Acidini

Testi di Rita Balleri, Manuela Bonaccini, Marco Ciatti, Carlo lalli, Maria Pia Mannini, Paolo Peri, Daniele Piacenti

Foto di Paolo Tosi e Giorgio Misirlis

Nel 1332 frate Francesco di Tieri diviene rettore dello Spedale della Misericordia di Prato, carica che manterrà a vita. Grazie a lui prenderà corpo un’importante ampliamento della struttura duecentesca: un’imponente sala denominata nei documenti “Pellegrinaio nuovo degli uomini infermi”.
E’ un momento straordinario perché questa scelta istituzionalizza in via definitiva un fondamentale cambiamento di ruolo dello Spedale rispetto all’età comunale: da luogo di accoglienza per pellegrini e poveri a vero e proprio nosocomio per malati e infermi. Un ruolo che sarà mantenuto fino ad oggi.
Sulla parete di fondo del Pellegrinaio viene fatta affrescare una grande scena del Trionfo della morte, dove l’Arcangelo Michele divide le anime con chiaro riferimento alla leggerezza della vita terrena, e appresso viene costruito un altare.
E’ qui che viene posta una grande pala raffigurante la Madonna col Bambino, alcuni Santi con scene della loro vita (fra cui San Barnaba protettore dello Spedale) e nella predella le scene della vita di Cristo.
Il bellissimo Polittico era stato commissionato da frate Francesco a Giovanni da Milano, uno degli artisti più apprezzati dell’epoca, poiché non figura nei documenti dei pagamenti dello Spedale ma compare però per la prima volta nell’inventario del 1367 all’interno del Pellegrinaio.
La collocazione del Polittico all’interno del grande salone dove si dispensavano cure per la “guarigione” dalla malattia, dalla miseria, dalla fame e dal freddo, raccoglieva in sé il rispetto dovuto alla persona e alla sua “accoglienza”. Anche il fine era chiaro. Curare i mali del corpo e alleviare la tristezza dell’anima. Restituire la speranza a chi sembrava averla perduta ricostruendo un habitat nel quale la spiritualità possa essere esercitata e nutrita.
Il libro ricostruisce le vicende di uno dei grandi capolavori dell’arte del ‘300 e ce lo mostra in una lettura nuova e ravvicinata accompagnando il lettore alla sua comprensione.